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tratto da:
http://web.genie.it/utenti/f/francesco.zanolli/alternative/mec_rigener.htm
sito del Dr
Francesco
Angelo Zanolli
Sono riconosciute 3
fasi nella riparazione dei tessuti:
| 1. Infiammazione
Una lesione tessutale
comporta un insulto vasale con fuoriuscita delle
componenti ematiche. Le piastrine presenti da un lato
formano un tappo emostatico e contemporaneamente
secernono mediatori che innescano degli eventi a cascata
che hanno finalità rigenerative: Il PDGF richiama e
attiva macrofagi e fibroblasti, altri agenti
chemiotattici (TGF beta, fragments of extracellular
matrix protein, monocite attractant protein-1)
richiamano monociti nel sito di lesione dove si
trasformano in macrofagi attivati che rilasciano, a loro
volta, fattori di crescita come il PDGF (con
autosostegno del meccanismo) e il VDGF (vascular derived
growth factor). Anche l'aderenza alla matrice
extracellulare stimola la trasformazione dei monociti in
macrofagi oltre che il rilascio di CSF1 (colony-stimulating
factor1), citochina necessaria alla sopravvivenza degli
stessi monociti e macrofagi. Altre citochine vengono
espresse in questa cascata da monociti e macrofagi
attivati come il: TGF alfa (trasforming growth factor
alfa), l'interleuchina 1, il TGF beta l'ILGF (insulin-like
growth factor). I fattori di crescita di derivazione
monocitaria e macrofagica si rivelano indispensabili
nella fase iniziale del processo di riparazione ed i
macrofagi in special modo sembrano avere un ruolo pilota
nella transizione tra infiammazione e riparazione. |
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2. Formazione
del tessuto di granulazione
Questa fase è
caratterizzata da processi di fibroplasia ed angiogenesi,
mediati dal rilascio di fattori di crescita da parte dei
macrofagi (comuni a quelli delle piastrine); i
fibroblasti producono la nuova matrice extracellulare
destinata a supportare l'accrescimento delle cellule,
mentre i vasi neoformati trasportano l'ossigeno
necessario a garantire il metabolismo cellulare. GFs
piastrinici ed in special modo il PDGF e il TGF beta 1
stimolano la proliferazione dei fibroblasti del tessuto
posto ai margini della lesione. I fibroblasti cominciano
a produrre matrice extracellulare le cui molecole
(fibrina, fibronectina e acido ialuronico) costituiscono
l'impalcatura necesaria perché avvenga la migrazione
cellulare nel sito di lesione. La matrice extracellulare
provvisoria viene gradualmente trasformata in matrice
collagena forse per intervento del TGF beta 1
piastrinico. Quando un'abbondante quota di matrice
collagena è stata prodotta, i fibroblasti ne
interrompono la produzione e il tessuto di granulazione
viene rimpiazzato da una cicatrice relativamente
acellulare. Probabilmente i fibroblasti nel sito di
lesione vanno incontro ad apoptosi per un segnale
(ancora non caratterizzato) e a questo punto la
cicatrice è pienamente formata. Disregolazioni di questo
processo sono alla base di disordini come il cheloide,
la morfea e la sclerodermia. La formazione di nuovi vasi
si accompagna e sostiene lo sviluppo del tessuto di
granulazione. L’angiogenesi avviene per effetto di
fattori di crescita quali l’acid or basic fibroblast
growth factor (a or b BCGF) e il vascular endothelial
growth factor (VEGF prodotto da macrofagi e cellule
endoteliali) ed il TGFbeta (di derivazione piastrinica).
Il BCGF sembra modulare l’angiogenesi durante i primi
tre giorni del processo di riparazione mentre l’attività
del VEGF interverrebbe successivamente. Lo stimolo
appropriato per il rilascio del BCGF è il danno
tessutale, mentre l’ipossia sembra stimolare le cellule
epidermiche a rilasciare il VEGF. Enzimi proteolitici
presenti nel tessuto leso degradano le proteine della
matrice extracellulare producendo frammenti ad attività
chemiotattica sui monociti del sangue periferico i
quali, trasformandosi in macrofagi nel sito di lesione
rilasciano fattori angiogenetici. Il BFGF stimola anche
le cellule endoteliali al rilascio di attivatori del
plasminogeno e procollagenasi i quali attivati
digeriscono la membrana basale. La frammentazione della
membrana basale permette alle cellule endoteliali
stimolate dai GF di migrare e formare nuovi vasi
nell’area di lesione. Quando l’area di lesione è
ricoperta da tessuto di granulazione la crescita vasale
si arresta e subisce un rimaneggiamento con la
distruzione di alcuni vasi neoformati determinata da
enzimi come la trombospondina 1 e 2 e da fattori
anti-angiogenetici (angiostatina, endostatina ed
angiopoietina). |
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3. Formazione della
matrice e rimodellamento
Questa fase
successiva del processo di riparazione (fase di
contrazione e rimodellamento) si caratterizza sul piano
morfologico per la comparsa nei fibroblasti di
microfilamenti contenenti actina disposti sul versante
citoplasmatico della membrana. Taluni di essi si
organizzano a costituire ponti di sostanza disposti tra
cellula e cellula e fra cellula e matrice collagena.
Tali aspetti morfologici che sottintendono al
rimodellamento del tessuto sono sotto il profilo
funzionale mediati da GFs quali il TGF beta 1 e 2 e il
PDGF di derivazione piastrinica. Il rimodellamento del
tessuto collageno si sviluppa nel lasso di tempo che va
dalla formazione del tessuto di granulazione alla
formazione della cicatrice ed è caratterizzato dal
susseguirsi di fasi alternate di sintesi e di
degradazione del collageno che procedono a piccoli
passi. La fase di degradazione è sotto il controllo di
metalloproteinasi secrete da macrofagi, cellule
epidermiche endoteliali e fibroblasti. Attraverso il
susseguirsi di fasi funzionali dominate ora dalle
metalloproteinasi, ora dagli inibitori delle
metalloproteinasi si perviene alla contrazione e al
rimodellamento dell’area di lesione (2).
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La riparazione dei tessuti
inizia dall'insulto infiammatorio. I prodotti della flogosi
rilasciati dalla cascata del complemento, dalle piastrine
attivate e dalle cellule endoteliali, contribuiscono alla
proliferazione fibroblastica. Le piastrine rilasciano fattori di
crescita quali PDGF e TGF alfa, e i fibroblasti che sono
richiamati dai monociti e linfociti che liberano fattori
chemiotattici quali LTB4, PDGF, e TGF beta, tutte queste
reazioni favoriscono la riparazione dei tessuti.
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