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Il
danno provocato dalla
pressione dei tessuti ossei
ai tessuti cutanei |
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Una
lesione da decubito inizialmente può essere
paragonata ad una punta di iceberg, come
mostra la foto n 1, il danno tissutale è
di difficile definizione,
anche la stadiazione non è possibile se la
lesione si presenta con enorme tessuto
necrotico, il danno tissutale è
creato da delle variabili importanti è sono:
Condizioni cliniche del paziente, durata
della pressione di appoggio, non utilizzo di
ausilio antidecubito, oppure
utilizzo di non idoneo ausilio antidecubito,
scarsa assistenza, patologie terminali, età
avanzata,
assunzione di farmaci, patologie
concomitanti come: anemia, nefropatie,
diabete, incontinenza alle urine, alle feci. La variante di tutti questi
fattori può provocare una lesione da
decubito che può essere da lieve a molto
grave, cioè da primo stadio a quarto stadio.
Di solito come mostra la foto a sinistra,
l'evoluzione parte dal danno necrotico
dovuto ad una eccessiva pressione esercitata
dai tessuti ossei sulla cute, secondo alcuni
studi una pressione di 60-80 mmhg mantenuta
per un lasso di tempo di 2-3 ore genera una
piaga da decubito. Naturalmente più le
condizioni cliniche del paziente sono
compromesse più il danno risulterà grave.
Una volta instauratosi il danno tissutale
risulta irreversibile, dai tessuti
sottostanti inizia la necrosi, inizialmente
si osserva un rossore intenso, una flittene,
per poi osservare una lesione di secondo
stadio, con enorme zona danneggiata, la
visione dei tessuti necrotici inizia di
solito dopo 4-5 giorni dal danno, con
conseguente contaminazione batterica,
cattivo odore, secrezioni mucose, da
questa fase si osserva uno scollamento dei
tessuti che può provocare delle sottominature.
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