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Le varie fasi del danno tissutale provocato dal decubito.

A cura di Paolo Pacitto Infermiere

Il danno provocato dalla pressione dei tessuti ossei ai tessuti cutanei

Una lesione da decubito inizialmente può essere paragonata ad una punta di iceberg, come mostra la foto n 1, il danno tissutale è di difficile definizione, anche la stadiazione non è possibile se la lesione si presenta con enorme tessuto necrotico, il danno tissutale è creato da delle variabili importanti è sono: Condizioni cliniche del paziente, durata della pressione di appoggio, non utilizzo di ausilio antidecubito, oppure utilizzo di non idoneo ausilio antidecubito, scarsa assistenza, patologie terminali, età avanzata, assunzione di farmaci, patologie concomitanti come: anemia, nefropatie, diabete, incontinenza alle urine, alle feci. La variante di tutti questi fattori può provocare una lesione da decubito che può essere da lieve a molto grave, cioè da primo stadio a quarto stadio. Di solito come mostra la foto a sinistra, l'evoluzione parte dal danno necrotico dovuto ad una eccessiva pressione esercitata dai tessuti ossei sulla cute, secondo alcuni studi una pressione di 60-80 mmhg mantenuta per un lasso di tempo di 2-3 ore genera una piaga da decubito. Naturalmente più le condizioni cliniche del paziente sono compromesse più il danno risulterà grave.  Una volta instauratosi il danno tissutale risulta irreversibile, dai tessuti sottostanti inizia la necrosi, inizialmente si osserva un rossore intenso, una flittene, per poi osservare una lesione di secondo stadio, con enorme zona danneggiata, la visione dei tessuti necrotici inizia di solito dopo 4-5 giorni dal danno, con conseguente contaminazione batterica, cattivo odore, secrezioni mucose, da questa fase si osserva uno scollamento dei tessuti che può provocare delle sottominature.

 

 

 

                                                                             Vedi anche caso clinico  pag 1-2-3


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