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I (infezione infiammazione) |
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L'
infezione di una piaga da decubito o di una
lesione qualsiasi è una delle complicanze peggiori
che possa presentarsi,
inizialmente la carica batterica della
lesione se non trattata si replica fino ad
infettare la cute lesionata, con conseguente
sepsi generale, si può verificare anche una
osteomielite se la lesione comunica con
tessuto osseo. I moderni trattamenti
prevedono l'utilizzo di avanzati antisettici
a rilascio lento nel letto della lesione.
Il
cadexomero iodico non è lesivo verso
le cellule della cute, ma agisce sulla
presenza batterica in modo continuativo,
lasciato in sede in base alla produzione
degli essudati iodio, effettua anche un
debridment autolitico, visto la sua
particolare proprietà di riassorbire
l'essudato ed di gellificare.
Cadexomero Iodico è un’esclusiva matrice
polisaccaridica contenente iodio allo 0,9%
allo stato libero. Grazie al suo sistema di
rilascio “graduale” dello iodio, in funzione
della quantità di essudato e non del tempo,
il Cadexomero Iodico è particolarmente
indicato per il trattamento delle ferite
infette ed essudanti ; la sua ampia ed
efficace attività antibatterica, si esplica
senza lo sviluppo di resistenze ed
unitamente ad una ottima tollerabilità
locale. Cadexomero iodico, oltre
all’attività antibatterica e di riduzione
dell’essudato, possiede altre azioni
farmacoterapeutiche secondarie, ma comunque
utili, quali ad esempio, il controllo
dell’odore, la riduzione del dolore, il
mantenimento dell’ambiente umido favorevole
alla guarigione
Contaminazione della lesione -
viene definita come la presenza di microrganismi non
replicanti nell'ulcera, e riguarda la maggior parte dei
microrganismi presenti nel letto dell'ulcera.
Colonizzazione della lesione -
viene definita come la presenza di microrganismi in
attiva replicazione aderenti all'ulcera, in assenza
comunque di danno all'organismo ospite.
Infezione della lesione –
viene definita come la presenza di microrganismi in
attiva replicazione all'interno di un'ulcera, con
conseguente danno all'organismo ospite. Un microrganismo
patogeno può inizialmente colonizzare un'ulcera senza
creare danni, ma una volta che si è verificato un
aumento della carica batterica, la colonizzazione
trasforma lentamente e subdolamente la ferita al punto
che essa, inizialmente, anche senza comportare una
estesa invasione dei tessuti, è comunque sufficiente ad
inibire la guarigione dell'ulcera. Infine, con l'aumento
della carica batterica, si manifesta una infezione
conclamata dell'ulcera o una eventuale disseminazione
sistemica (sepsi) . La diagnosi di contaminazione
infezione, colonizzazione può essere effettuata con
biopsia dei tessuti, oppure con tampone quantitativo
(tecniche molto costose, di solito effettuate in pochi
centri). Nella maggior parte dei casi la diagnosi deve
essere effettuata valutando le condizioni cliniche della
lesione. I più frequenti segni clinici sono: cattivo
odore, presenza di iperessudato, essudato di colore
verdastro, di colore giallognolo, presenza di
ipertermia, presenza di necrosi e tessuti carenti
(visualizza caso clinico). Attualmente esistono in
commercio disinfettanti topici di ultima generazione in
grado di poter far regredire in brevissimo tempo le
infezioni, colonizzazioni e contaminazioni. Normalmente
nel letto della lesione è presente una carica batterica
che può rimanere latente, non replicandosi, oppure se i
batteri vanno in attività di replicazione può
presentarsi sotto forma di infezione. È buona norma
prima di procedere al trattamento della cura di una
lesione (soprattutto se presente da molti mesi),
diminuire la carica batterica con trattamento topico di
antisettico di ultima generazione, anche se non si
presentano segni di infezione, colonizzazione o
contaminazione. Gli attuali disinfettanti presentano
attività battericida verso numerosissimi ceppi
batterici, ed anche miceti, con un rilascio lento del
principio attivo, garantendo un'ottima permanenza in
sede anche in condizione di iperessudato. È oramai
assolutamente sconsigliato dalle attuali conoscenze
scientifiche utilizzare antibiotici per uso sistemico
sul letto della ferita, in quanto vengono solo
sviluppate delle antibiotico-resistenze, mentre
scientificamente è impossibile creare resistenza
batterica ai disinfettanti. L'utilizzo dei disinfettanti
di ultima generazione sul letto della lesione presenta
minore tossicità verso i tessuti a differenza dei vecchi
disinfettanti, i quali erano altamente citotossici,
maggiore era la permanenza in sede e la facilità di
utilizzo. La regressione della
carica batterica deve essere associata anche al
debridment del letto della lesione: se la lesione è
ricca di tessuti carenti, quali necrosi, fibrina,
sottominatura essudati, si creano dei campi di cultura
per i batteri. Bisogna in genere utilizzare inizialmente
un buon antisettico per il controllo batterico, in
secondo tempo utilizzare dei prodotti per poter favorire
la rimozione della necrosi, fibrina, controllo degli
essudati. L'infezione è la complicanza
più temibile; in brevissimo tempo, se non combattuta,
può provocare gravissimi danni all'organismo. |