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L'infezione, colonizzazione, contaminazione, batterica-l'utilizzo del Cadexomero Iodico come equilibrio batterico.

 Trattamento a cura di Paolo Pacitto Infermiere

I (infezione infiammazione)
cadexomero iodico

L' infezione di una piaga da decubito o di una lesione qualsiasi  è una delle complicanze peggiori che possa presentarsi, inizialmente la carica batterica della lesione se non trattata si replica fino ad infettare la cute lesionata, con conseguente sepsi generale, si può verificare anche una osteomielite se la lesione comunica con tessuto osseo. I moderni trattamenti prevedono l'utilizzo di avanzati antisettici a rilascio lento nel letto della lesione.

Il cadexomero iodico non è lesivo verso le cellule della cute, ma agisce sulla presenza batterica in modo continuativo, lasciato in sede in base alla produzione degli essudati iodio, effettua anche un debridment autolitico, visto la sua particolare proprietà di riassorbire l'essudato ed di gellificare.

Cadexomero Iodico è un’esclusiva matrice polisaccaridica contenente iodio allo 0,9% allo stato libero. Grazie al suo sistema di rilascio “graduale” dello iodio, in funzione della quantità di essudato e non del tempo, il Cadexomero Iodico è particolarmente indicato per il trattamento delle ferite infette ed essudanti ; la sua ampia ed efficace attività antibatterica, si esplica senza lo sviluppo di resistenze ed unitamente ad una ottima tollerabilità locale. Cadexomero iodico, oltre all’attività antibatterica e di riduzione dell’essudato, possiede altre azioni farmacoterapeutiche secondarie, ma comunque utili, quali ad esempio, il controllo dell’odore, la riduzione del dolore, il mantenimento dell’ambiente umido favorevole alla guarigione

Contaminazione della lesione -
viene definita come la presenza di microrganismi non replicanti nell'ulcera, e riguarda la maggior parte dei microrganismi presenti nel letto dell'ulcera.
 Colonizzazione della lesione -
viene definita come la presenza di microrganismi in attiva replicazione aderenti all'ulcera, in assenza comunque di danno all'organismo ospite.
 Infezione della lesione –
viene definita come la presenza di microrganismi in attiva replicazione all'interno di un'ulcera, con conseguente danno all'organismo ospite. Un microrganismo patogeno può inizialmente colonizzare un'ulcera senza creare danni, ma una volta che si è verificato un aumento della carica batterica, la colonizzazione trasforma lentamente e subdolamente la ferita al punto che essa, inizialmente, anche senza comportare una estesa invasione dei tessuti, è comunque sufficiente ad inibire la guarigione dell'ulcera. Infine, con l'aumento della carica batterica, si manifesta una infezione conclamata dell'ulcera o una eventuale disseminazione sistemica (sepsi) . La diagnosi di contaminazione infezione, colonizzazione può essere effettuata con biopsia dei tessuti, oppure con tampone quantitativo (tecniche molto costose, di solito effettuate in pochi centri). Nella maggior parte dei casi la diagnosi deve essere effettuata valutando le condizioni cliniche della lesione. I più frequenti segni clinici sono: cattivo odore, presenza di iperessudato, essudato di colore verdastro, di colore giallognolo, presenza di ipertermia, presenza di necrosi e tessuti carenti (visualizza caso clinico). Attualmente esistono in commercio disinfettanti topici di ultima generazione in grado di poter far regredire in brevissimo tempo le infezioni, colonizzazioni e contaminazioni. Normalmente nel letto della lesione è presente una carica batterica che può rimanere latente, non replicandosi, oppure se i batteri vanno in attività di replicazione può presentarsi sotto forma di infezione. È buona norma prima di procedere al trattamento della cura di una lesione (soprattutto se presente da molti mesi), diminuire la carica batterica con trattamento topico di antisettico di ultima generazione, anche se non si presentano segni di infezione, colonizzazione o contaminazione. Gli attuali disinfettanti presentano attività battericida verso numerosissimi ceppi batterici, ed anche miceti, con un rilascio lento del principio attivo, garantendo un'ottima permanenza in sede anche in condizione di iperessudato. È oramai assolutamente sconsigliato dalle attuali conoscenze scientifiche utilizzare antibiotici per uso sistemico sul letto della ferita, in quanto vengono solo sviluppate delle antibiotico-resistenze, mentre scientificamente è impossibile creare resistenza batterica ai disinfettanti. L'utilizzo dei disinfettanti di ultima generazione sul letto della lesione presenta minore tossicità verso i tessuti a differenza dei vecchi disinfettanti, i quali erano altamente citotossici, maggiore era la permanenza in sede e la facilità di utilizzo. La regressione della carica batterica deve essere associata anche al debridment del letto della lesione: se la lesione è ricca di tessuti carenti, quali necrosi, fibrina, sottominatura essudati, si creano dei campi di cultura per i batteri. Bisogna in genere utilizzare inizialmente un buon antisettico per il controllo batterico, in secondo tempo utilizzare dei prodotti per poter favorire la rimozione della necrosi, fibrina, controllo degli essudati. L'infezione è la complicanza più temibile; in brevissimo tempo, se non combattuta, può provocare gravissimi danni all'organismo.


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