|
Uno dei
batteri più pericolosi che possono colonizzare
una lesione soprattutto in ambito ospedaliero è
lo Staphylococcus aureus
meticillino-resistenti (MRSA), è diffuso
in tutto il mondo soprattutto in ambito
ospedaliero. Il nanocristallo di argento è
attivissimo contro l'MRSA, non provoca
assolutamente resistenza, gli ioni di argento
riescono a disattivare l' MRSA, molti autori
hanno ipotizzato che la resistenza dell'MRSA
agli antibiotici è nata dall'utilizzo sul letto
della lesione di antibiotici per via inniettiva,
che venivano posizionati su delle garze sterili,
per poi essere messi in sede di lesione, tale
trattamento ha permesso allo Staphylococcus
aureus al contatto con l'antibiotico di
modificarsi geneticamente, dando origine a ceppi
resistentissimi all'antibiotico. |
 |
| |
Staphylococcus aureus meticillino-resistenti
(MRSA) |
Contaminazione della lesione -
viene definita come la presenza di microrganismi non
replicanti nell'ulcera, e riguarda la maggior parte dei
microrganismi presenti nel letto dell'ulcera.
Colonizzazione della lesione -
viene definita come la presenza di microrganismi in
attiva replicazione aderenti all'ulcera, in assenza
comunque di danno all'organismo ospite.
Infezione della lesione –
viene definita come la presenza di microrganismi in
attiva replicazione all'interno di un'ulcera, con
conseguente danno all'organismo ospite. Un microrganismo
patogeno può inizialmente colonizzare un'ulcera senza
creare danni, ma una volta che si è verificato un
aumento della carica batterica, la colonizzazione
trasforma lentamente e subdolamente la ferita al punto
che essa, inizialmente, anche senza comportare una
estesa invasione dei tessuti, è comunque sufficiente ad
inibire la guarigione dell'ulcera. Infine, con l'aumento
della carica batterica, si manifesta una infezione
conclamata dell'ulcera o una eventuale disseminazione
sistemica (sepsi) . La diagnosi di contaminazione
infezione, colonizzazione può essere effettuata con
biopsia dei tessuti, oppure con tampone quantitativo
(tecniche molto costose, di solito effettuate in pochi
centri). Nella maggior parte dei casi la diagnosi deve
essere effettuata valutando le condizioni cliniche della
lesione. I più frequenti segni clinici sono: cattivo
odore, presenza di iperessudato, essudato di colore
verdastro, di colore giallognolo, presenza di
ipertermia, presenza di necrosi e tessuti carenti
(visualizza caso clinico). Attualmente esistono in
commercio disinfettanti topici di ultima generazione in
grado di poter far regredire in brevissimo tempo le
infezioni, colonizzazioni e contaminazioni. Normalmente
nel letto della lesione è presente una carica batterica
che può rimanere latente, non replicandosi, oppure se i
batteri vanno in attività di replicazione può
presentarsi sotto forma di infezione. È buona norma
prima di procedere al trattamento della cura di una
lesione (soprattutto se presente da molti mesi),
diminuire la carica batterica con trattamento topico di
antisettico di ultima generazione, anche se non si
presentano segni di infezione, colonizzazione o
contaminazione. Gli attuali disinfettanti presentano
attività battericida verso numerosissimi ceppi
batterici, ed anche miceti, con un rilascio lento del
principio attivo, garantendo un'ottima permanenza in
sede anche in condizione di iperessudato. È oramai
assolutamente sconsigliato dalle attuali conoscenze
scientifiche utilizzare antibiotici per uso sistemico
sul letto della ferita, in quanto vengono solo
sviluppate delle antibiotico-resistenze, mentre
scientificamente è impossibile creare resistenza
batterica ai disinfettanti. L'utilizzo dei disinfettanti
di ultima generazione sul letto della lesione presenta
minore tossicità verso i tessuti a differenza dei vecchi
disinfettanti, i quali erano altamente citotossici,
maggiore era la permanenza in sede e la facilità di
utilizzo. La regressione della carica batterica deve
essere associata anche al debridment del letto della
lesione: se la lesione è ricca di tessuti carenti, quali
necrosi, fibrina, sottominatura essudati, si creano dei
campi di cultura per i batteri. Bisogna in genere
utilizzare inizialmente un buon antisettico per il
controllo batterico, in secondo tempo utilizzare dei
prodotti per poter favorire la rimozione della necrosi,
fibrina, controllo degli essudati. L'infezione è la
complicanza più temibile; in brevissimo tempo, se non
combattuta, può provocare gravissimi danni
all'organismo.
Il
Biofilm -
Per biofilm si intende quel sottile
strato di materiale glicoproteico (glicocalice)
che viene elaborato dai batteri in attiva
replicazione e che appare aderente al letto
della lesione. La presenza di biofilm può
confondere la diagnosi, dal momento che la
superficie lucida può essere scambiata per
tessuto epiteliale sano neoformato. L’esistenza
di biofilm nel contesto di una ferita infetta
contribuisce a ritardarne la guarigione. In
presenza di biofilm, infatti, si creano le
condizioni affinché i singoli microrganismi
interagiscano scambiandosi reciprocamente
nutrienti e metaboliti e costituendo vere e
proprie comunità batteriche organizzate. I
biofilm rappresentano perciò focolai protetti di
infezione e di resistenza batterica all’interno
della ferita, offrendo protezione ai batteri
dall’azione degli agenti antimicrobici
(antibiotici eantisettici)
| Caso
clinico di Biofilm su lesione da
decubito |
 |
|
|