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Visualizza caso clinico trattato con nanocristallo d'argento.

 

L'infezione, colonizzazione, contaminazione, batterica-l'utilizzo di argento nanocristallo, cadexomero iodico, come equilibrio batterico.

 Trattamento a cura di Paolo Pacitto Infermiere

I (infezione infiammazione)
Vedi anche trattamento con cadexomero iodico

L' infezione di una piaga da decubito o di una lesione qualsiasi  è una delle complicanze peggiori che possa presentarsi, inizialmente la carica batterica della lesione se non trattata si replica fino ad infettare la cute lesionata, con conseguente sepsi generale, si può verificare anche una osteomielite se la lesione comunica con tessuto osseo. I moderni trattamenti prevedono l'utilizzo di avanzati antisettici a rilascio lento nel letto della lesione di nanocristallo di argento, con elevatissima capacità antibatericaa contro gram- gram+.

Il nanocristallo di argento non è lesivo verso le cellule della cute, ma agisce sulla presenza batterica in modo continuativo, lasciato in sede in base alla produzione degli essudati  ioni argento, tali medicazioni attive possono rimanere in sede anche 1 settimana, bisogna solo rinnovare la medicazione di contatto.

Importante nota:se si utilizza la medicazione in nanocristallo di argento che rimane in sede 1 settimana, può essere rinnovato solo la schiuma idrocellulare di poliretano, (al rinnovo della medicazione di contatto si deterge solo la zona perilesionata con acqua sterile distillata),in base alla produzione di essudati, quando si utilizza il nanocristallo di argento deve essere utilizzata per la detersione della lesione solo acqua distillata, perche il sale disattiva il nanocristallo.

in caso di lesioni ricche di corpi necrotici si consiglia un trattamento mirato prima alla rimozione di tali corpi, poi il trattamento con antisettici.

istruzioni per l'uso

altre informazioni sul nanocristallo di argento

Uno dei batteri più pericolosi che possono colonizzare una lesione soprattutto in ambito ospedaliero è lo Staphylococcus aureus meticillino-resistenti (MRSA),  è diffuso  in tutto il mondo soprattutto in ambito ospedaliero. Il nanocristallo di argento è attivissimo contro l'MRSA, non provoca assolutamente resistenza, gli ioni di argento riescono a disattivare l' MRSA, molti autori hanno ipotizzato che la resistenza dell'MRSA agli antibiotici è nata dall'utilizzo sul letto della lesione di antibiotici per via inniettiva, che venivano posizionati su delle garze sterili, per poi essere messi in sede di lesione, tale trattamento ha permesso allo Staphylococcus aureus  al contatto con l'antibiotico di modificarsi geneticamente, dando origine a ceppi resistentissimi all'antibiotico.

  Staphylococcus aureus meticillino-resistenti (MRSA)

Contaminazione della lesione -
viene definita come la presenza di microrganismi non replicanti nell'ulcera, e riguarda la maggior parte dei microrganismi presenti nel letto dell'ulcera.
Colonizzazione della lesione -
viene definita come la presenza di microrganismi in attiva replicazione aderenti all'ulcera, in assenza comunque di danno all'organismo ospite.
Infezione della lesione –
viene definita come la presenza di microrganismi in attiva replicazione all'interno di un'ulcera, con conseguente danno all'organismo ospite. Un microrganismo patogeno può inizialmente colonizzare un'ulcera senza creare danni, ma una volta che si è verificato un aumento della carica batterica, la colonizzazione trasforma lentamente e subdolamente la ferita al punto che essa, inizialmente, anche senza comportare una estesa invasione dei tessuti, è comunque sufficiente ad inibire la guarigione dell'ulcera. Infine, con l'aumento della carica batterica, si manifesta una infezione conclamata dell'ulcera o una eventuale disseminazione sistemica (sepsi) . La diagnosi di contaminazione infezione, colonizzazione può essere effettuata con biopsia dei tessuti, oppure con tampone quantitativo (tecniche molto costose, di solito effettuate in pochi centri). Nella maggior parte dei casi la diagnosi deve essere effettuata valutando le condizioni cliniche della lesione. I più frequenti segni clinici sono: cattivo odore, presenza di iperessudato, essudato di colore verdastro, di colore giallognolo, presenza di ipertermia, presenza di necrosi e tessuti carenti (visualizza caso clinico). Attualmente esistono in commercio disinfettanti topici di ultima generazione in grado di poter far regredire in brevissimo tempo le infezioni, colonizzazioni e contaminazioni. Normalmente nel letto della lesione è presente una carica batterica che può rimanere latente, non replicandosi, oppure se i batteri vanno in attività di replicazione può presentarsi sotto forma di infezione. È buona norma prima di procedere al trattamento della cura di una lesione (soprattutto se presente da molti mesi), diminuire la carica batterica con trattamento topico di antisettico di ultima generazione, anche se non si presentano segni di infezione, colonizzazione o contaminazione. Gli attuali disinfettanti presentano attività battericida verso numerosissimi ceppi batterici, ed anche miceti, con un rilascio lento del principio attivo, garantendo un'ottima permanenza in sede anche in condizione di iperessudato. È oramai assolutamente sconsigliato dalle attuali conoscenze scientifiche utilizzare antibiotici per uso sistemico sul letto della ferita, in quanto vengono solo sviluppate delle antibiotico-resistenze, mentre scientificamente è impossibile creare resistenza batterica ai disinfettanti. L'utilizzo dei disinfettanti di ultima generazione sul letto della lesione presenta minore tossicità verso i tessuti a differenza dei vecchi disinfettanti, i quali erano altamente citotossici, maggiore era la permanenza in sede e la facilità di utilizzo. La regressione della carica batterica deve essere associata anche al debridment del letto della lesione: se la lesione è ricca di tessuti carenti, quali necrosi, fibrina, sottominatura essudati, si creano dei campi di cultura per i batteri. Bisogna in genere utilizzare inizialmente un buon antisettico per il controllo batterico, in secondo tempo utilizzare dei prodotti per poter favorire la rimozione della necrosi, fibrina, controllo degli essudati. L'infezione è la complicanza più temibile; in brevissimo tempo, se non combattuta, può provocare gravissimi danni all'organismo.
Il Biofilm -                                                                                                                          Per biofilm  si intende quel sottile strato di materiale glicoproteico (glicocalice) che viene elaborato dai batteri in attiva replicazione e che appare aderente al letto della lesione. La presenza di biofilm può confondere la diagnosi, dal momento che la superficie lucida può essere scambiata per tessuto epiteliale sano neoformato. L’esistenza di biofilm nel contesto di una ferita infetta contribuisce a ritardarne la guarigione. In presenza di biofilm, infatti, si creano le condizioni affinché i singoli microrganismi interagiscano scambiandosi reciprocamente nutrienti e metaboliti e costituendo vere e proprie comunità batteriche organizzate. I biofilm rappresentano perciò focolai protetti di infezione e di resistenza batterica all’interno della ferita, offrendo protezione ai batteri dall’azione degli agenti antimicrobici (antibiotici eantisettici)
Caso clinico di Biofilm su lesione da decubito


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