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A cura di
Paolo Pacitto Infermiere
L'ustione è una lesione dei tessuti irreversibile (specie pelle e strati
profondi) provocata dal contatto con calore elevato o con
sostanze chimiche, quali gli acidi, le basi forti e i solventi.
in base all'aggressione della cute da parte di queste sostanze o
calore si determina una lesione con profondità fino allo stadio
3, ed estensione dei tessuti fino anche al 100%
Le ustioni vengono divise in tre tipi, a seconda della loro
gravità:
-
primo grado
(la
più lieve) quando la pelle appare semplicemente arrossata e
da luogo a un dolore bruciante ma sopportabile;
-
secondo grado
l'ustione che rende la pelle gonfia, dolente, arrossata e
cosparsa di vescicole piene di liquido;
-
terzo grado (la
più grave) quando la pelle appare annerita e letteralmente
carbonizzata.
Il trattamento d'urgenza delle ustioni deve tendere a
raffreddare la zona colpita: qualunque sia la serietà del danno,
in modo da fermare la progressione della lesione procurata dal
calore. Per prima cosa è necessario mettere la parte ustionata a
contatto con acqua corrente fredda, almeno per cinque minuti. In
alternativa si può effettuare un impacco freddo, utilizzando un
panno pulito imbevuto di acqua.
Se l'ustione è lieve questo trattamento risulta sufficiente per
risolvere la situazione. É però opportuno rivolgersi al pronto
soccorso per un controllo, la validità della
vaccinazione antitetanica ed eventualmente per fargli effettuare
un richiamo.
Se si è invece in presenza di ustioni più serie (di secondo e di
terzo grado), dopo aver raffreddato la zona colpita con acqua è
importante rivolgesi al più vicino Pronto Soccorso con urgenza oppure
chiamare il 118. Non bisogna in nessun caso applicare
pomate, oli o ghiaccio che potrebbero peggiorare la situazione:
l'unica cosa da mettere è l'acqua fresca. Se è possibile, è
opportuno applicare immediatamente sulle ustioni del viso un
panno imbevuto di acqua fredda (non bisogna mai mettere
ghiaccio!), nel tentativo di proteggere organi delicati quali
gli occhi e di minimizzare eventuali lesioni deturpanti.
Nel caso in cui gli abiti siano rimasti attaccati alla pelle
ustionata non bisogna tentare di scollarli: è il medico che
effettuerà questa operazione senza provocare ulteriore danno.
Se ci si trova nella situazione di dover soccorrere una persona
avvolta dalle fiamme, bisogna innanzi tutto spegnere il fuoco
soffocando con una coperta o con un indumento sufficientemente
ampio, evitando indumenti sintetici o materiale di plastica.
L'infortunato in questo caso potrebbe aver bisogno di
un'assistenza respiratoria, bocca a bocca, e quindi, appena
spente le fiamme, può essere necessario controllare che il
respiro della persona sia presente, che sia regolare (almeno 16
respiri al minuto) e che la bocca sia libera da sostanze
estranee.
La cosa più importante da fare, nei casi gravi, è chiamare
un'ambulanza o rivolgersi al Pronto Soccorso.
Estensione delle ustioni
Costituisce il criterio più importante per valutare la gravità
di un ustione, pertanto è stata formulata la cosiddetta "regola
del 9" (o di Wallace) che suddivide l'intera superficie
corporea in aree corrispondenti al 9% o multipli di questo:
Se la superficie ustionata è inferiore al 20% nell'adulto e
al 12-15% nel bambino si parla di ustioni localizzate, in
caso contrario sì tratta di ustioni diffuse in cui gli
effetti generali si ripercuotono su tutto l'organismo, con
sofferenze di organi come i reni e il fegato, deve essere
valutata anche il grado dell'ustione in caso di terzo grado
dove si supera il 20% nell'adulto, ed il 15% nel bambino la
si parla di condizioni cliniche gravi. Le zone dove le
ustioni di terzo grado possono provocare dei danni maggiori
sono il volto, gli organi genitali.
Le principali complicanze delle ustioni sono:
Disidratazione dell'organismo: in caso di ustione dei
40% della superficie cutanea di un uomo alto 180 cm e dei
peso di 90 Kg la perdita di liquidi può arrivare a quasi 10
litri entro 5 ore dall'ustione.
Infezione, setticemia al momento della lesione
termica viene distrutta anche la flora, batterica cutanea,
ma entro le prime 24 ore i germi popolano nuovamente la
superficie ustionata che, priva della difesa cutanea
sostituisce una porta aperta all'ingresso dei microbi
nell'organismo.
Sofferenza renale le sostanze tossiche delle
superfici ustionate devono essere eliminate per via renale
sovraccaricando. di lavoro quest'organo.
Intossicazione in caso di ustioni chimiche anche se
di primo grado, se sono molto diffuse possono provocare
gravi intossicazione ad organi nobili.
Il primo soccorso sul luogo dell'infortunato viene
prestato quasi sempre da persone non competenti in materia
medica, è quindi opportuno conoscere qualche principio
fondamentale. Occorre rimuovere gli abiti ancora fumanti o
impregnati di liquidi caldi. Nelle ustioni di limitata
estensione un immediato lavaggio con acqua fredda sulle zone
ustionate può lenire notevolmente il dolore. Nelle ustioni
chimiche un abbondante e ripetuto lavaggio favorisce la
rimozione delle sostanze nocive. Le superfici ustionate
dovrebbero venire coperte quanto più presto possibile con
teli sterili o, in mancanza di questi, ben puliti. Le
bolle (flittene) non dovrebbero mai essere toccate
da persone incompetenti. Le prime cure da parte di personale
medico dovrebbe consistere nella disinfezione della parte
ustionata con antisettici barriere antimicrobici ad ampio
spettro. Le maggiori complicaze di ustioni estese sono le
setticemie, i batteri penetrano nell'organismo provocando
gravi danni all'ospite, nei centri per grandi ustionati si
utilizzano ambienti sterili, con materiale altrettanto
sterile per le medicazioni giornaliere, ed il trattamento
chirurgico di escarectomia. Le ustioni gravi vanno trattate
in centri specializzati per grandi ustionati, ogni regione
Italiana è attrezzata con vari centri sul territorio.
Il dolore provocato dalle ustioni non deve essere
sottovalutato, viene trattato con antidolorifici, in casi di
ustioni gravi con totale sedazione del paziente.
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