La valutazione dell'epidermide, l'utilizzo di medicazioni attive, moderne biotecnologie, come riattivazione dei processi di riparazione dei tessuti.

 Trattamento a cura di Paolo Pacitto Infermiere

E (valutazione dell'epidermide)
Vedi anche:Gel Piastrinico autologo ed omologo - Cute autologa ingegnerizzata - cellulosa ossidata collagene - Acido Ialuronico - Medicazioni avanzate

Molte volte il solo l'ambiente umido non serve a promuovere la riparazione di una grave lesione, dopo aver effettuato la preparazione del letto della lesione con completo distacco dei tessuti carenti, necrosi, sloug, fibrina, dopo abver effettuato un controllo degli essudati, oppure aver riequilibrato la presenza batterica, una lesione può presentare enorme difficoltà alla guarigione.

In Italia l'utilizzo di medicazioni attive atte a ripristinare i processi di riparazione tissutali sono pochissime, esistono molti tipi di collagene che se utilizzati secondo dei precisi schemi possono dare ottimi risultati.

Prima dell'utilizzo di collagene vanno valutate anche le condizioni cliniche del paziente, fondamentale è la valutazione dei livelli proteici, la denutrizione, se il paziente affetto da malattie metaboliche (diabete), se assume anticoagulanti, se presenta anemia, malattie autoimmuni, assunzione di cortisone.

Tutti questi fattori rallentano, oppure se in concomitanza inibiscono i processi di riparazione tissutale.

Il più importante dei fattori è la deplezione proteica a volte causata da denutrizione.

In associazione al trattamento con il collagene si consiglia un supporto nella dieta di proteine, in particolar modo se il paziente presenta grave perdita di peso, oppure se dagli esami clinici si evidenzia un calo delle proteine.

Come gia detto le medicazioni attive vanno utilizzate solo in un fondo della lesione ben preparato.

Considerazioni:
L'utilizzo di sulfadiazina argentica-acido ialuronico, prima di posizionare il collage si rileva molto efficiente nell'equilibrio batterico del letto della lesione, l'acido ialuronico in oltre fa parte della matrice extracellulare, si addice bene al trattamento con il collagene.                                                                                

Il collagene è la proteina che prevale in percentuale più elevata nella composizione del corpo umano.
Esistono diversi tipi di collagene,se ne calcolano all’incirca 15, di cui 3 sono i principali componenti del tessuto connettivo. Ogni tipo di collagene ha una sua precisa composizione e ruolo:
– Il collagene di tipo I ha il compito di creare la struttura di sostegno delle ossa, dei tendini e della pelle;
– Il collagene di tipo II è componente del tessuto cartilagineo. Oltre a questo ruolo di supporto il collagene ha anche i seguenti compiti nei processidi riparazione tissutale:
Emostasi: Il collagene, che si trova nello strato sotto endoteliale dei vasi sanguigni, si lega al recettore specifico sito sulle membrane cellulari delle piastrine, che si dissolvono e liberano sostanze necessarie per iniziare l’emostasi.
Debridment: Il collagene funziona da chemiotattico per i monociti e i leucociti. I monociti si trasformano in macrofagi che fagocitano i corpi estranei e i tessuti morti.
Granulazione e angiogenesi:Questa proteina richiama, come già detto, i monociti, i quali stimolano la fibroplasia e l’angiogenesi.
Attività fibroblastica: Il collagene si lega alla fibronectina, che promuove l’ancoraggio delle cellule e la fibrinogenesi.
Inoltre è una sostanza chemiotattica nei confronti dei fibroblasti, che sono incaricati della preparazione del nuovo tessuto, orientando e organizzando opportunamente le fibre.
Riepitelializzazione: Nella fase di riepitelializzazione, il collagene supporta direttamente la crescita, l’attecchimento, la differenziazione e la migrazione dei cheratinociti.
Rimodellamento della ferita: Il collagene riduce la dimensione della cicatrice, orientando opportunamente le fibre.
Essendo noti i compiti che il collagene svolge, è parso ovvio l’impiego di tale proteina nella guarigione di ulcere di origine venosa, arteriosa, diabetica, lesioni da decubito, tutte le ulcere di varia eziologia.
Infatti, tali ulcere, in molti casi faticano a guarire per varie complicanze, tra cui la mancanza di un ambiente adatto alla migrazione dei monociti, fibroplasti e cheratinociti. Ciò determina il rallentamento o l’assenza completa dei processi riparativi determinando così la cronicità dell’ulcera che rimane a lungo aperta e soggetta a contaminazioni da parte dei batteri residenti normalmente sulla cute e/o presenti nell’ambiente.

In Italia le medicazioni attive, atte alla cure delle lesioni croniche sono pochissime, tra queste una nota di merito dobbiamo darle ai collageni, esistono vari tipi di composizione di collageni, a base di cellulosa ossidate e collagene, in grado di inibire le metallo proteasi, è proteggere i fattori di crescita autologhi, prodotti nel letto della lesione, questi tipi di collageni sono costosissimi, nello stesso tempo i risultati clinici sono eccellenti.

BIBLIOGRAFIA:

sperimentazione pubblicata sulla rivista n2 di HELIOS DEL 2004

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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