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Il
collagene è la proteina che prevale in
percentuale più elevata nella composizione
del corpo umano.
Esistono diversi tipi di collagene,se ne
calcolano all’incirca 15, di cui 3 sono i
principali componenti del tessuto
connettivo. Ogni tipo di collagene ha una
sua precisa composizione e ruolo:
– Il collagene di tipo I ha il compito di
creare la struttura di sostegno delle ossa,
dei tendini e della pelle;
– Il collagene di tipo II è componente del
tessuto cartilagineo. Oltre a questo ruolo
di supporto il collagene ha anche i seguenti
compiti nei processidi riparazione tissutale:
Emostasi: Il collagene, che si trova nello
strato sotto endoteliale dei vasi sanguigni,
si lega al recettore specifico sito sulle
membrane cellulari delle piastrine, che si
dissolvono e liberano sostanze necessarie
per iniziare l’emostasi.
Debridment: Il collagene funziona da chemiotattico per i monociti e i leucociti.
I monociti si trasformano in macrofagi che
fagocitano i corpi estranei e i tessuti
morti.
Granulazione e angiogenesi:Questa proteina
richiama, come già detto, i monociti, i
quali stimolano la fibroplasia e
l’angiogenesi.
Attività fibroblastica: Il collagene si lega
alla fibronectina, che promuove l’ancoraggio
delle cellule e la fibrinogenesi.
Inoltre è una sostanza chemiotattica nei
confronti dei fibroblasti, che sono
incaricati della preparazione del nuovo
tessuto, orientando e organizzando
opportunamente le fibre.
Riepitelializzazione: Nella fase di riepitelializzazione, il collagene supporta
direttamente la crescita, l’attecchimento,
la differenziazione e la migrazione dei
cheratinociti.
Rimodellamento della ferita: Il collagene
riduce la dimensione della cicatrice,
orientando opportunamente le fibre.
Essendo noti i compiti che il collagene
svolge, è parso ovvio l’impiego di tale
proteina nella guarigione di ulcere di
origine venosa, arteriosa, diabetica,
lesioni da decubito, tutte le ulcere di
varia eziologia.
Infatti, tali ulcere, in molti casi faticano
a guarire per varie complicanze, tra cui la
mancanza di un ambiente adatto alla
migrazione dei monociti, fibroplasti e
cheratinociti. Ciò determina il
rallentamento o l’assenza completa dei
processi riparativi determinando così la
cronicità dell’ulcera che rimane a lungo
aperta e soggetta a contaminazioni da parte
dei batteri residenti normalmente sulla cute
e/o presenti nell’ambiente.
In Italia le
medicazioni attive, atte alla cure delle
lesioni croniche sono pochissime, tra queste
una nota di merito dobbiamo darle ai
collageni, esistono vari tipi di
composizione di collageni, a base di
cellulosa ossidate e collagene, in grado di
inibire le metallo proteasi, è proteggere i
fattori di crescita autologhi, prodotti nel
letto della lesione, questi tipi di
collageni sono costosissimi, nello stesso
tempo i risultati clinici sono eccellenti.
BIBLIOGRAFIA:
sperimentazione
pubblicata sulla rivista n2 di HELIOS DEL
2004
pag 1-2-3-4-5 |