| nella figura n 1 si nota lesione da decubito da posizione seduta, paziente posizionato su sedia, oppure carrozzina, su supporto rigido, in posizione seduta, con schienale a 90° con appoggio adeguato degli arti superiori e con appoggio adeguato degli arti inferiori, su pianale rigido. a 90° Senza utilizzo di ausili antidecubito, la forte pressione esercitata sulla zona sottoposto al decubito, ha generato una lesione, nella figura n 2 si misura la pressione che si esercita su una zona di contatto duro, la media della pressione è di 66,4 mmHg, che potrebbe essere considerata non troppo elevata, ma con picchi di oltre 340 mmHg su una superficie di 310 cm2; la situazione è fortemente a rischio di ischemia tissutale, in assenza di variazioni molto frequenti della postura (pochi minuti). |
Postura più utilizzo di ausili adeguati
Persona in posizione seduta con pedane correttamente posizionate, seduta leggermente basculata a circa 80°, su cuscino ad aria di spessore cm 7 (cuscino a bolle d'aria a microinterscambio, cod. nomenclatore 03.33.03.015) con regolazione ottimale del gonfiaggio (evitando così il fenomeno del “toccare il fondo5”).
Considerazioni
Ottimizzando la postura ed utilizzando un supporto adeguato6 si sono ottenute pressioni di interfaccia molto basse, ben distribuite su una vasta superficie, senza picchi di pressione significativi. Infatti, in questa prova si evidenzia una pressione media di 39 mmHg distribuiti su 1460 cm2.
Conclusioni
Una buona metodologia preventiva, nei confronti delle lesioni da decubito, oltre ad avvalersi di supporti (cuscini,materassi) idonei, dovrà essere basata su una corretta gestione posturale.
L'esperienza soggettivamente o collettivamente maturata e la consuetudine non sono sufficienti ad assicurare una corretta valutazione dell'efficacia di dispositivi o di posture.
Strumenti di rilevazione oggettiva degli effetti indotti da dispositivi antidecubito ed atteggiamenti posturali costituiscono un valido aiuto per individuare gli interventi più idonei alle differenti necessità.
L'associazione di un dispositivo antidecubito adeguato alla ricerca di un corretto posizionamento consente la realizzazione di situazioni in cui la criticità può essere sensibilmente ridotta.
La possibilità di variare con facilità la postura del paziente permette la variazione dei punti di compressione, con conseguente riduzione dei rischi di ischemia tissutale.
bibliografia
Bibliografia consultata
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1999 A. Cavicchioli - Glossario: “Immobilità, allettamento e possibili complicanze: dalla sorveglianza epidemiologica all'impiego di ausili”
Atti del Convegno Chianciano Terme
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Department of Health and Human services. Public Health Service, Agency for Health care Policy and Research. AHCPR Pubblication n° 95-
0652. December 1994
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Dalla Valle I, Battisti N, Puglisi C, Di Gioia S, Cuscini Antidecubito: la Riduzione della Pressione Quale Indicatore Reale della Loro
Efficacia. Giorn Ital Med Riabil 1992;4 (VII):369-374
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Defloor T, Grypdonck MHF : Sitting Posture and Prevention of Pressure Ulcers. Applied Nursing Research, 1999;12(3):136-142
Grous CA, Reilly NJ, Gift AG: Skin Integrity in Patients Undergooing Prolonged Operations JWOCN 1997;24:86-91
| gli ausili antidecubito si
dividono in 2 grandi ruppi: STATICI E
DINAMICI. Scientificamente i dinamici hanno un
maggior potere di diminuire la pressione sui punti
di appoggio, essi a loro volta si dividono in vari
gruppi, a compressore, con compressore a
microprocessore che calcolando il peso del paziente
svolge una intensa attività antidecubito.
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